Dieta chetogenica: info, pro e contro

La dieta chetogenica viene spesso definita una sorta di “liposuzione alimentare“. Il meccanismo è molto semplice, si basa sul principio della chetosi, (da distinguere dalla condizione di chetoacidosi, complicanza pericolosa, ma possibile solo per i soggetti portatori di diabete di tipo 1) ossia il meccanismo per cui il corpo non avendo a disposizione carboidrati, agisce intaccando i grassi ed è costretto quindi a utilizzare le riserve di grasso localizzato come unica fonte di energia. Sono stati riscontrati effetti positivi sulla sua applicazione per la cura dell’epilessia infantile, ma viene utilizzata soprattutto in campo di diete dimagranti.

E’ una dieta estrema, ma abbastanza semplice da seguire: per indurre il corpo in questo stato, occorre tagliare quasi del tutto le fonti di carboidrati (non più di 50 gr al giorno), assumere quantità moderate di proteine (non è una dieta iperproteica, ma iperglucidica) e soprattutto dare il via libera ai grassi saturi e insaturi: avocado, uova, olio, burri, formaggi, frutta secca ecc. E’ fondamentale inoltre bere tanta acqua per facilitare il lavoro dei reni che durante questo periodo verranno sovraccaricati di lavoro e sottoposti a stress e assumere adeguate quantità di sale per agevolare l’espulsione di sodio, magnesio e potassio. Con la produzione di chetoni l’appetito viene praticamente soppresso, quindi si è praticamente sicuri di non eccedere con le calorie e di mangiare quando si ha fame, scegliendo però gli alimenti consentiti e facendo attenzione a non introdurre zuccheri di nessun tipo, poiché basta un piccolo errore per interrompere la chetosi e mandare all’aria tutto. Quindi leggete bene le etichette degli alimenti che mangiate, lo zucchero si nasconde praticamente dappertutto, potete trovarlo addirittura in alcuni tipi di maionese, che teoricamente sarebbe un alimento consentito in chetogenica.

Dopo questo grande pro che permette di perdere grasso anche abbastanza velocemente senza intaccare più di tanto la massa muscolare, passiamo ai contro che questa dieta potrebbe comportare, sempre se protratta troppo a lungo. Ricordiamoci che si tratta pur sempre di un approccio alimentare sbilanciato, che esclude un macronutriente fondamentale per il nostro corpo. Il cervello infatti, non avendo a disposizione il suo carburante principale, il glucosio, si servirà dei corpi chetonici, ma si tratta pur sempre di “rimedi alternativi”, quindi non aspettatevi di essere al pieno delle vostre energie. Per questo è sconsigliato protrarla per più di 4 massimo 6 settimane, sempre che siate in condizioni di ottima salute, altrimenti come consiglio sempre, vi servirà il parere di un medico per l’approvazione.

 

ALIMENTI CONCESSI:

  • carne
  • pesce
  • formaggi
  • affettati (bresaola, fesa di tacchino
  • semi e noci
  • olio extravergine di oliva, olive
  • uova
  • avocado
  • verdure a foglia verde a basso contenuto di carboidrati (no piselli, patate e carote)
  • pane di segale (limitato, da assumere entro la quota di carboidrati concessi)

La quota proteica va mantenuta su livelli normali che oscillano da un grammo a 2 di peso corporeo (20%-25%), e devono provenire da pesce, carne, yogurt o albumi, i carboidrati non devono superare i 50 gr giornalieri almeno per le prime due settimane (sul 10%-20%), mentre il resto è costituito interamente dai grassi (60%-70%), con predilezione verso alimenti ricchi di grassi insaturi di origine vegetale come olio extravergine di oliva, pesce, avocado. Si possono consumare anche grassi saturi di derivazione animale (burro, margarina, carni grasse, uova) anche se con moderazione.

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