L’arrampicata dopo il leg day, reverse diet e la regola dei segni

Ho sognato tutta l’estate quel giorno di settembre in cui sarei tornata in palestra dopo un’assenza lunga ben due anni. Mi ero ripromessa che avrei esordito con un bel leg day, di quelli fatti bene, che lasciano un indolenzimento che si trasforma il giorno dopo in paraplegia dolorante, accompagnata da automaledizioni e continui richiami ai santi del calendario. E così è stato… Musica nelle orecchie e via di squat, estensioni, stacchi e affondi, addominali inclusi. Sembravo una bambina indemoniata, bramosa di fare il suo primo giro di giostra sulle macchine della sala pesi. Decisamente imbarazzante.

 

Il punto è che questa benedetta reverse diet che ho iniziato i primi del mese, si deve sfruttare per bene, altrimenti le calorie si trasformeranno solo in grasso bastardo, e questo ovviamente vade retro satana. Ma la cosa che mi preme maggiormente prima ancora della massa magra, è riparare i danni del metabolismo dopo secoli di ipocalorica, che in questo momento implora più cibo, visti i giorni di allenamento belli intensi che sono saliti a quota 5/6 a settimana, con 3 sessioni di pesi, due di arrampicata e… poi che fai, escludi i circuiti hiit a corpo libero di Zuzka o la corsetta domenicale? Non esiste. Quindi si, serve decisamente più carburante.

Ma la vera domanda è… “E’ possibile fare arrampicata dopo un leg day?”

La risposta è affermativa. Si può fare, previo riscaldamento di 10 minuti abbondanti, di modo che le gambe si anestetizzino e in base alla pazzia del soggetto in questione, che nel mio caso non è un elemento trascurabile. Tutto dipende anche dalla motivazione e dalle “positive vibes”, ossia l’atteggiamento generale nei confronti nella vita. Possiamo distinguerne due macrocategorie: le persone negative (incazzate con la vita e con il mondo, odiano tutto e tutti, si definiscono antisociali) e quelle positive (sorridenti, più repellenti alle incazzature, desiderosi di conoscere e frequentare persone nuove).

E’ chiaro quindi, che se tendi ad assumere un atteggiamento scazzato nei confronti dell’attività fisica, l’abbandono nel giro di poco tempo è garantito al 100%. E’ altrettanto vero però, che chi si avvicina al mondo del fitness, in generale tende ad assumere un atteggiamento positivo nei confronti della vita (sempre con alcune eccezioni che confermano la regola, come ho avuto modo di constatare di recente). Sarà merito della produzione di serotonina, o forse del fatto che le persone che vanno in palestra riescono a ritagliarsi per loro stessi quello spazio di tempo essenziale per scaricare lo stress accumulato durante la giornata, utile anche per socializzare e dimenticare i problemi di tutti i giorni. In generale quindi, chi pratica attività fisica, produce quelle chiamate in inglese “positive vibes” (+) che letteralmente sarebbe “vibrazioni positive” e che non saprei come tradurre meglio in italiano. Sono quelle persone a cui sembra andare tutto bene, di cui i portatori di negative vibes () sono invidiosi e tendono ad attribuire il successo della loro ottima forma fisica al metabolismo veloce o al fatto di essere fortunati ad avere più tempo per allenarsi in sessioni lunghe e interminabili.

 

LA TEORIA DEI SEGNI

Questo semplice schema riassume alla perfezione ciò che accade nella vita reale. Se un segno rosa (+) incontra un altro (+) il risultato sarà ovviamente (+). Lo stesso accade per i segni (). Ma se la carica positiva è maggiore, riesce ad annientare il segno negativo, così come purtroppo, se la carica negativa è maggiore di quella positiva, la annienta a sua volta.

Ergo… rispondete ai portatori di sfiga () con doppia faccia da culo (++). Ridetegli in faccia e ricordate loro che ciò che seminano raccolgono, quindi se portano sfiga attrarranno altra sfiga infinita, in un circolo vizioso che non avrà mai fine. Se emani vibrazioni (+) avrai altre (+++), altrimenti, peggio per te.

Non fatevi annientare dai bronci perenni, lasciatevi scivolare di dosso i problemi e le ansie dei () perché altrimenti vi porteranno nel baratro con loro. I () non desiderano altro che contagiarvi, perché se sono tristi e incazzati loro, la vita di tutti deve essere una merda, e gli rode il culo vedere che voi sorridete. Se solo si fermassero a pensare che le persone a cui va tutto bene non esistono, forse anche loro cambierebbero il loro atteggiamento, e chissà, magari anziché rompere le palle al prossimo, capirebbero che la vita va vissuta al meglio, ricercando felicità, serenità e sorrisi. Altrimenti… che diamine si campa a fare?

D’altronde la chance è una sola… sempre che non si creda nella reincarnazione come Osho

 

Osho Rajneesh, maestro spirituale indiano sostenitore della reincarnazione

Stay hungry, Stay healthy…and positive!

 

 

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