Quella sottile paraculata dell’ “intuitive eating”

Classica immagine da “Intuitive Eating” accompagnata dal commento: “Sentivo proprio il bisogno del mio fegato di autoepurarsi, allora l’ho mangiato.”

Apro la mia homepage Instagram, che inutile dirlo, ormai è interamente tappezzata più da piatti di cibo che da foto fitness motivazionali. A furia di piazzare like a questi benedetti diari alimentari, il mio passato da ex-obesa riemerge sempre, ed eccolo lì, spiattellato in prima pagina.

Scorrendo tra centinaia di post foodporn, ad un tratto noto UN particolare IN particolare che cattura la mia attenzione.

  • Foto di cannelloni, besciamella ovunque, sopra, sotto, in mezzo, di lato, si scorgono alcune macchie di ragù anche sulla tovaglia che ricordano un film splatter anni ’70 … Hashtag: #intuitiveating.
  • Foto di gelato, ma non un semplice cono qualsiasi, sembra quasi il richiamo ad un’opera d’arte talmente alta che vuole sfidare ogni legge fisica sulla gravitazione esistente, con aggiunta di tripla panna, biscotti, kinder bueno, nutella, spaghetti. Per reggerlo devi chiamare l’ACI – soccorso stradale. Ci risiamo con l’hashtag “intuitive eating“.
  • Foto di polpette, di probabile provenienza “nonna meridionale” viste le dimensioni e il rivoluzionario metodo di cottura a quadrupla immersione carpiata nell’olio. Ingredienti: sugo, macinato, pane, caciotta, patate, fontina, melanzane fritte, un mezzo chilo circa di parmigiano per insaporire meglio il tutto. Spicca ancora l’hashtag: INTUITIVE EATING.

Ora…

Dopo l’attenta analisi di queste prime immagini, deduco che questo fantomatico hashtag ha preso il sopravvento su tutta la comunità fit instagrammiana e rimango abbastanza delusa dalla mia ignoranza a riguardo. Che sia l’ultima variante della flexible diet made in USA? mh, sicuramente no, quella ormai è già fuori moda, meglio documentarsi.

Dal sito di Iron Manager:

Il concetto cardine di questa filosofia risiede nell’ascoltare i bisogni e i desideri del proprio corpo per stabilire un buon rapporto col cibo che si trasforma da nemico, cosa che accade in tutte le diete, a carburante fondamentale per il nostro benessere psico-fisico. Lo slogan di questa filosofia è proprio “Fate pace con il cibo”.

Tutti i regimi alimentari controllati tendono a considerare solamente la “fame di pancia”. Cercano cioè di saziare il bisogno primario di nutrirsi, con un prestabilito apporto calorico attraverso un quantitativo di cibo che più o meno si ripete anche monotonamente, al fine di diminuire, aumentare o mantenere un certo peso. Viene completamente trascurata la “fame degli occhi”, ovvero il piacere che si prova davanti ad un piatto curato, colorato, variegato e la “fame del cervello”, forse la più importante perché di fronte alla grande potenza di questo straordinario organo che ci è stato donato, nulla e nessuno può. Ed è anche il principale responsabile proprio del nostro benessere psico-fisico, ovvero della nostra felicità.

Mi sorge allora il dubbio che questo #IntuitiveEating sia usato un po’ come giustificazione di una dieta ad cazzum a favore della “fame degli occhi” e del “magno come ca***o me pare“, ma la mia coscienza perbenista e benpensante mi dice che questo approccio alimentare non è criticabile e mi ricorda che ognuno è libero di mangiare come meglio crede, ops scusate volevo dire, come meglio “sente”… No ma aspetta, io non ho nessuna coscienza perbenista… I due autori di questo rivoluzionario approccio alimentare Evelyn Tribole e Elyse Resch, sono stati in grado di riempire addirittura 300 pagine di un libro. Non so come abbiano fatto, si tratterà di due persone probabilmente logorroiche che spero di non incontrare mai, ma ve ne riassumo i 10 principi fondamentali.

1. Rifiuta la mentalità della dieta tradizionale. Cestina tutti i magazine alla Viversaniebelli che promuovono diete con l’obiettivo del dimagrimento facile e veloce e che falliscono inevitabilmente a causa della loro bassa soglia di tolleranza, scatenando l’effetto yo-yo.

2. Onora la tua fame. Fornisci al tuo corpo l’energia e i carboidrati necessari per funzionare al meglio e per sopprimere la tendenza a mangiare troppo. Non arrivare mai al punto di avvertire una fame eccessiva, mantieni sempre una sensazione moderata di appetito per evitare di abbuffarti.

3. Fai pace con il cibo. Mangia ciò che ti sei sempre proibito di mangiare, abolisci il senso della privazione che scaturisce inevitabilmente in desideri e abbuffate incontrollate.

4. Impara a gestire i NO. Non ascoltare le voci nella tua testa che ti dicono di evitare un cibo perché troppo calorico. Sono pensieri negativi e inutili regole che provocheranno sensi di colpa.

5. Avverti la sazietà. Ascolta i segnali che ti lancia il tuo organismo. Stai continuando a mangiare perché senti effettivamente ancora fame o semplicemente perché quel cibo ti piace?

6. Riscopri il piacere per il cibo. Mangia ciò che più ti piace. Una volta che sentirai la soddisfazione che sopraggiunge dal cibo, saprai giudicare tu stesso quando ne avrai abbastanza.

7. Non riversare le emozioni negative sul cibo. Trova il tuo equilibrio risolvendo i problemi senza ricorrere al cibo. Ansia, noia e rabbia non passeranno mangiando, trova altre soluzioni pratiche per sentirti meglio.

8. Rispetta il tuo corpo. Accetta la tua genetica e la realtà della tua forma fisica, solo così potrai sentirti meglio con te stesso e rifiutare le mentalità da dieta.

9. Allenati per sentire la differenza. Focalizzati sulla sensazione di benessere che provi quando ti alleni, non sulle calorie bruciate. Se il tuo unico obiettivo è quello di perder peso, la motivazione non sarà poi così forte.

10. Rispetta la tua salute. Nutri il tuo corpo e rispettalo per vivere in salute il più a lungo possibile.

Allora, dopo aver esaminato attentamente tutti i principi cardine di questa filosofia alimentare, con cui sorprendentemente mi trovo abbastanza d’accordo, ne deduco un’unica istruzione per l’uso:

Compatibile solo con utenti più esperti, che conoscono abbastanza bene il loro corpo, sanno come ingrassano e come perdono peso, hanno una coscienza alimentare sviluppata e una conoscenza generale dei cibi, dei nutrienti e del loro corretto bilanciamento, e non trascurano il più importante dei principi base che è il rispetto per la propria salute e il proprio corpo. E soprattutto… usano la testa.

Astenersi giovani perditempo con manie velleitarie di perdite di peso alla The Biggest Loser, alle prime armi con dieta e palestra.

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