Se cadi, devi rialzarti!

Suggested soundtrack: The Chainsmokers & Coldplay, Something just like this

 

 

La motivazione è ciò che ti fa iniziare. L’abitudine quella che ti fa andare avanti.

Non potrei esprimere meglio questo concetto, se non con una sola parola: COSTANZA. Più ci si coinvolge nell’esercizio fisico, più velocemente diventerà parte integrante del nostro stile di vita. Se all’inizio può sembrare come un compitino da svolgere, un sacrificio da affrontare contro voglia e qualcosa di assolutamente forzato, un domani farà parte di una stabile routine, di cui non potrete più fare a meno. Dicono che occorrano 21 giorni per far sì che un gesto diventi abitudine, che alla fine non sono poi tanti. Si potrebbe anche provare a fare un conto alla rovescia, sarebbe motivante.

Siamo noi ad impostare la nostra routine e programmare tutti i gesti che ne fanno parte. Così come ci laviamo i denti, stendiamo il bucato o andiamo a fare la spesa, il workout diventa un gesto automatico e indispensabile. Esattamente come lo sento io, 7 anni dopo la mia prima soffertissima mini corsa al parco. Non c’è nulla che possa fermare questo meccanismo, posso avere grane sul lavoro, litigare con una persona cara o semplicemente svegliarmi di cattivo umore, ma una cosa è certa: farò dell’attività fisica prima della fine della giornata, perché mi aiuta a stare meglio. E’ una sorta di meccanismo che si autoalimenta con il passare del tempo e prende forza con la progressiva coscienza dei propri risultati. Come dicono in inglese, Once you see results, it becomes an addiction.

Ma a volte capita che per un motivo o per un altro, questo meccanismo si inceppi. Tutti noi, purtroppo, abbiamo a che fare con i bassi della vita, episodi più o meno gravi che costringono a fermarci anche per un breve periodo. Questi sono i momenti più a rischio, in cui spezzata la routine quotidiana si rischia poi di non riprenderla più. Ed è proprio in questi momenti che la motivazione deve essere più forte di prima, in cui malgrado la sofferenza, dobbiamo trovare la forza di concentrarci sugli aspetti importanti della nostra vita che vale la pena vivere.

I QUATTRO PUNTI SU CUI FOCALIZZARSI

  1. Gestisci con padronanza la tua vita: Ogni volta che sei triste pensa che tutto ciò che ti accade fa parte del cerchio della vita. E’ uno scorrere di eventi a cui assisti mentre stai al mondo. Tutto ha un inizio e una fine, e da ciò che termina si originano nuove possibilità. Non rimanere in balìa degli eventi restando a guardare: partecipa attivamente e cerca di influire al meglio su ciò che ti succede.
  2. Sforzati di pensare in positivo: La vita è una sola, cerca di viverla al meglio, non solo per non avere rimpianti un domani, ma perché meriti di essere felice in quanto essere umano, solo perché ne hai l’opportunità. Sfruttala al meglio.
  3. Cerca di essere altruista: Se hai perso una persona cara, qualunque sia la causa ricordati che tu devi continuare la tua vita e che quella persona sicuramente soffrirebbe nel vederti triste. Se non riesci ad essere felice per te stesso, prova ad esserlo per le altre persone che ti circondano, ti vogliono bene e che traggono piacere dal vederti sereno.
  4. Ciò che semini, raccogli: Ricordati che in quanto essere umano trasmetti delle vibrazioni percepibili agli altri. Più queste saranno positive, più ne attrarrai a te di altrettante positive, e lo stesso vale purtroppo, per quelle negative. Se sei spesso di cattivo umore, le persone cercheranno di evitarti perché parliamoci chiaro, a nessuno piace sentirsi giù o essere contagiato da malumori. Se trasmetti serenità invece, noterai come avranno più piacere a stare con te e a frequentarti e come si apriranno nuove opportunità e conoscenze.

 

 

 

 

 

 

 

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